La scelta di un sistema per il sollevamento degli elementi prefabbricati in calcestruzzo non dipende soltanto dal peso del manufatto. Lo stesso elemento può affrontare condizioni operative molto differenti: distacco dal cassero, scassero in piano, ribaltamento, basculamento, trasporto e posa finale.
In ogni fase cambiano la direzione del tiro, la distribuzione dei carichi e le sollecitazioni trasferite dall’inserto al calcestruzzo. Anche la geometria dell’elemento, il suo spessore e lo spazio disponibile per il punto di presa possono orientare la progettazione verso configurazioni diverse.
Il sistema Torre e il Tubo Ancora rispondono a queste esigenze attraverso principi costruttivi differenti. Il sistema di sollevamento Torre utilizza una piastra integrata nel getto e un maniglione che si accoppia all’interno di un incavo predisposto. Il sistema di sollevamento Tubo Ancora impiega invece un tubo permanente inserito nell’elemento, al quale vengono collegati un maniglione e un gancio articolato.
Il confronto non serve quindi a individuare un sistema migliore in assoluto, ma a comprendere quale configurazione sia coerente con la movimentazione prevista, con la geometria del manufatto e con le condizioni operative effettive.
Indice dei contenuti
Consulta le sezioni dell’articolo dedicate ai sistemi Torre e Tubo Ancora.
- La movimentazione più gravosa è il primo criterio di scelta
- Quando la movimentazione orienta verso il sistema Torre
- Quando geometria e versatilità orientano verso Tubo Ancora
- Piastra e tubo modificano l’integrazione del punto di presa
- Il dispositivo di aggancio deve essere coerente con la sequenza operativa
- Portata nominale e sollecitazione effettiva
- Staffatura, confinamento e resistenza del calcestruzzo
- I criteri da mettere in relazione
- Due configurazioni per il sollevamento degli elementi prefabbricati
La movimentazione più gravosa è il primo criterio di scelta
Per selezionare il dispositivo di sollevamento non è sufficiente considerare la sola posa finale. Occorre ricostruire l’intero ciclo di movimentazione, dal primo distacco dal cassero fino al montaggio.
Un elemento inizialmente orizzontale può essere scasserato in piano, ribaltato durante l’uscita dal banco, ruotato progressivamente e infine basculato nella posizione prevista per il trasporto o la posa. La condizione più gravosa può quindi verificarsi in una fase intermedia e non necessariamente durante il sollevamento finale.
Durante lo scassero, per esempio, al peso proprio si aggiunge l’aderenza tra il calcestruzzo e il cassero. Nel ribaltamento e nel basculamento cambiano invece l’orientamento dell’inserto e la combinazione tra trazione e taglio. Anche l’inclinazione delle funi e il numero dei punti realmente caricati modificano la sollecitazione applicata a ciascun dispositivo.
La scelta deve partire dal movimento che governa il dimensionamento, non dalla sola portata nominale riportata sull’inserto.
Quando la movimentazione orienta verso il sistema Torre
Il sistema Torre è sviluppato per affrontare differenti movimentazioni attraverso piastre con geometrie specifiche.
La gamma comprende configurazioni destinate alla sformatura a ribaltamento, al ribaltamento mediante casseri basculanti, al basculamento, allo scassero in piano e agli elementi di spessore contenuto. Le varianti non si distinguono quindi soltanto per portata: cambiano forma e profondità dell’inserto in relazione al movimento e alla geometria del manufatto.
La piastra viene inglobata nel calcestruzzo e rimane accessibile attraverso l’incavo generato da una scatola in plastica. Questa mantiene il componente nella posizione prevista durante il getto, protegge la zona di aggancio e crea il vano necessario per il collegamento con il maniglione.
Il maniglione si accoppia direttamente alla piastra mediante un chiavistello dotato di dispositivi contro la rotazione e la traslazione accidentali. La geometria del collegamento è inoltre studiata per distribuire gli sforzi attraverso la parte metallica del sistema, limitando le pressioni localizzate sul calcestruzzo in prossimità del punto di presa.
Torre può quindi orientare la scelta quando la fase critica riguarda lo scassero da banco fisso, il ribaltamento o il basculamento, e quando è utile impiegare una piastra configurata in modo specifico per quella movimentazione.

Quando geometria e versatilità orientano verso Tubo Ancora
Tubo Ancora è progettato per la movimentazione di elementi differenti per forma, spessore e funzione: pannelli, pilastri, travi, scale, coperture, tubazioni e altri elementi prefabbricati in calcestruzzo.
La sua versatilità non deriva dall’impiego indistinto dello stesso inserto. La gamma comprende versioni sviluppate per il tiro verticale, per condizioni combinate di trazione e taglio, per configurazioni che richiedono maggiore profondità, per lo scassero in piano e per elementi a doppio T.
La scelta riguarda quindi la versione del Tubo Ancora compatibile con la direzione delle forze e con la geometria dell’elemento, non un unico dispositivo utilizzabile senza variazioni in qualunque situazione.
Un elemento caratteristico è il contenuto ingombro del punto di presa rispetto allo spessore del manufatto. Il tubo si sviluppa prevalentemente nella profondità dell’elemento e non richiede una cavità superficiale analoga a quella necessaria per l’alloggiamento del maniglione Torre.
Questa configurazione può risultare significativa negli elementi sottili, nelle superfici architettoniche, nelle zone con armature fitte o quando più inserti devono essere coordinati nello stesso volume di calcestruzzo.
Il ridotto ingombro non costituisce tuttavia un criterio sufficiente da solo: deve essere valutato insieme alla profondità disponibile, alla staffatura e alla movimentazione prevista.

Piastra e tubo modificano l’integrazione del punto di presa
La principale differenza tra i due sistemi riguarda il componente permanente inserito nel getto.
Nel sistema Torre, la piastra lavora insieme alla propria staffatura e al calcestruzzo confinato. La scatola crea una cavità localizzata attraverso la quale il maniglione raggiunge direttamente il componente metallico.
Nel Tubo Ancora, il dispositivo permanente è invece un tubo sagomato, inserito e opportunamente staffato nell’elemento. Il maniglione viene introdotto nel tubo e ruotato fino al completamento dell’accoppiamento, prima del collegamento al gancio articolato.
Questa differenza incide sulla forma del recesso, sul volume occupato nel calcestruzzo, sulla disposizione delle armature locali e sul modo in cui le forze vengono trasferite dall’attrezzatura di sollevamento all’elemento.
Piastra e tubo non sono quindi semplici alternative dimensionali. Appartengono a due configurazioni nelle quali inserto, armatura, calcestruzzo e dispositivo di aggancio devono essere progettati come parti dello stesso sistema.
Il dispositivo di aggancio deve essere coerente con la sequenza operativa
Nel sistema Torre, il maniglione viene inserito nell’incavo e collegato alla piastra mediante il chiavistello. La sicurezza dell’accoppiamento dipende dal corretto completamento del vincolo meccanico e dal funzionamento dei dispositivi che impediscono movimenti accidentali.
Nel Tubo Ancora, il maniglione viene inserito nel tubo, ruotato e portato nella posizione prevista. Solo dopo il completamento di questa sequenza è possibile collegare il gancio articolato. L’articolazione tra i componenti consente di accompagnare differenti orientamenti delle funi e delle catene durante la movimentazione.
La valutazione non può limitarsi alla rapidità dell’aggancio. Occorre considerare anche l’accessibilità del punto di presa, lo spazio disponibile sulla superficie dell’elemento, la direzione del tiro e la possibilità di eseguire correttamente le operazioni di collegamento e sgancio.
La semplicità operativa ha valore soltanto quando rimane coerente con la configurazione tecnica prevista.
Portata nominale e sollecitazione effettiva
Le gamme di portata dei due sistemi si sovrappongono ampiamente. Questo conferma che il valore nominale non è sufficiente per scegliere tra Torre e Tubo Ancora.
La sollecitazione effettiva applicata a ogni inserto dipende dal peso dell’elemento, ma anche dalla posizione del baricentro, dall’aderenza al cassero, dagli effetti dinamici, dall’inclinazione delle funi e dal metodo di tiro.
Anche il numero dei punti di sollevamento deve essere interpretato correttamente. La presenza di quattro inserti non garantisce automaticamente che il peso venga distribuito in quattro parti uguali, soprattutto quando funi e catene non sono equalizzate.
Un elemento già libero dal cassero e sollevato verticalmente presenta condizioni differenti rispetto a un manufatto che deve essere distaccato da una superficie con elevata aderenza. Allo stesso modo, il ribaltamento e il basculamento non possono essere assimilati a un tiro verticale.
Due inserti con la stessa portata nominale possono quindi trovarsi in condizioni di lavoro molto diverse.
Staffatura, confinamento e resistenza del calcestruzzo
Torre e Tubo Ancora non lavorano come componenti isolati. La prestazione del punto di sollevamento dipende dall’interazione tra inserto, armature locali e calcestruzzo circostante.
Le piastre Torre devono essere opportunamente staffate e inserite in un volume di calcestruzzo confinato. La disposizione delle armature cambia in funzione della variante, della portata e della direzione del tiro. In presenza di basculamento o tiro inclinato possono essere richiesti rinforzi aggiuntivi orientati rispetto alle sollecitazioni.
Anche Tubo Ancora richiede la verifica del cono resistente, delle staffe a trazione e delle staffe a taglio. Quando il sistema lavora a taglio o con tiro inclinato, la disposizione delle armature assume un ruolo determinante nel trasferimento delle forze.
La resistenza da considerare è quella posseduta dal calcestruzzo nel momento della movimentazione, non quella raggiunta a maturazione completa. Questo aspetto è particolarmente rilevante durante lo scassero, quando il materiale deve contrastare contemporaneamente peso, aderenza al cassero e sollecitazioni concentrate intorno all’inserto.
I criteri da mettere in relazione
La scelta tra Torre e Tubo Ancora deve considerare congiuntamente:
- la movimentazione più gravosa, dallo scassero alla posa;
- geometria, spessore e baricentro dell’elemento;
- direzione del tiro e numero dei punti realmente caricati;
- spazio disponibile per inserto, recesso e armature locali;
- resistenza del calcestruzzo, staffatura e confinamento.
Quando la criticità principale è legata allo scassero da banco fisso, al ribaltamento o al basculamento, le differenti piastre Torre permettono di configurare il punto di presa in relazione a queste operazioni.
Quando il progetto richiede invece un sistema applicabile a geometrie molto diverse e con un ingombro superficiale contenuto, le varianti del Tubo Ancora consentono di adattare l’inserto al tiro verticale, allo scassero in piano, alle sollecitazioni combinate o agli elementi a doppio T.
Queste indicazioni non rappresentano una regola automatica. Torre comprende anche configurazioni per lo scassero in piano e per elementi di spessore ridotto; Tubo Ancora può essere utilizzato per ribaltamento e basculamento quando la versione, la staffatura e le condizioni del calcestruzzo risultano coerenti con la movimentazione.
La scelta finale deriva sempre dalla combinazione tra movimento, geometria, carico e armatura locale.
Due configurazioni per il sollevamento degli elementi prefabbricati
Torre e Tubo Ancora condividono l’obiettivo di trasferire in modo controllato le forze dall’elemento prefabbricato all’attrezzatura di sollevamento. Cambia però il modo in cui il punto di presa viene integrato nel manufatto.
Torre utilizza una piastra collegata al maniglione all’interno di un incavo predisposto, con varianti sviluppate per differenti movimentazioni.
Tubo Ancora utilizza un tubo inglobato nel getto, un maniglione e un gancio articolato, con configurazioni selezionate in funzione della geometria e della direzione delle sollecitazioni.
Non esiste quindi un sistema universalmente preferibile. Esiste una configurazione da progettare considerando l’intero ciclo di movimentazione e verificando insieme metodo di tiro, resistenza del calcestruzzo, staffatura, confinamento e accessibilità del punto di presa.
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Domande frequenti su Torre e Tubo Ancora
La scelta tra Torre e Tubo Ancora dipende principalmente dal peso?
No. Il peso è solo uno dei parametri. Devono essere considerati anche tipo di movimentazione, inclinazione delle funi, baricentro, geometria dell’elemento, resistenza del calcestruzzo e armature locali.
Torre può essere utilizzato soltanto per il ribaltamento?
No. Le differenti piastre Torre comprendono configurazioni per sformatura a ribaltamento, basculamento e scassero in piano.
Tubo Ancora può essere utilizzato per ribaltamento e basculamento?
Sì, quando la versione dell’inserto, la staffatura, il confinamento e la resistenza del calcestruzzo sono compatibili con la movimentazione prevista.
Qual è la principale differenza tra Torre e Tubo Ancora?
Torre utilizza una piastra collegata al maniglione all’interno di un incavo creato mediante scatola. Tubo Ancora impiega invece un tubo inserito nel getto, nel quale viene accoppiato il maniglione collegato al gancio articolato.




























